giovedì 3 luglio 2008
Porzioni mini e light un attentato alla salute
A rivelarlo è uno studio dell'Università olandese di Tilburg. Gli scienziati hanno studiato il comportamento di 140 studenti davanti alla TV e con la possibilità di scegliere tra due confenzioni di patatine da 200 grammi l'una e nove mini-confezioni da 45 grammi l'una. Metà dei partecipanti sono stati intervistati sul proprio peso corporeo e sulla propria forma fisica. In questo gruppo di studio uno studente su tre ha aperto la confezione grande, mentre il 59% ha aperto le mini-confezioni mangiando più del doppio delle patatine rispetto agli altri.
La conclusione era ampiamente prevista, ma ora è stata dimostrata.
La comunicazione di marketing aziendale mette sempre in evidenza i lati positivi del prodotto: in questo caso "una porzione così piccola non può nuocere alla tua linea" stessa situazione per i cibi light considerati di scarso apporto calorico. La convinzione che ne trae il consumatore è quella di poter tranquillamente abusare del prodotto, perchè "tanto non ingrassa".
martedì 1 luglio 2008
Scrivere il proprio nome sul Duomo di Firenze porta la felicità. Non per i giapponesi
Sorte similare è toccata a tre studenti dell'Universita di Kioto che sono stati sospesi dopo aver scritto i loro nomi, la data del misfatto e il nome dell'Università, sempre sulle marmoree pareti del Duomo di Firenze.
Si è potuto scoprire gli autori perchè una loro connazionale ha fotografato le scritte e successivamente identificato gli autori, denunciandoli pubblicamente.
Il Giappone, in questo modo, comunica al mondo intero che i suoi cittadini sono corretti e rispettosi e quei pochi che sbagliano, anche all'estero, li condanna pubblicamente.
In Italia? Spendiamo un bel po' di soldi per ripulire e nulla più, anche se i danneggiamenti dei monumenti, perchè di questo si tratta, sono perseguibili d'ufficio.
Il risultato di questo comportamento è comunicare al mondo intero che in Italia puoi fare quello che vuoi, tanto non ti succede niente: lo avevano capito anche questi giapponesi che mai si sarebbero sognati di imbrattare un loro monumento.
lunedì 30 giugno 2008
Manda il tuo bambino a Barack Obama

"Barack Obama viaggia molto, ma tanti bambini vivono in posti in cui lui non si è mai recato. Per questo adesso accetta bambini per posta. Mandagli il tuo bambino, lui lo bacerà e te lo rispedirà. Riempi il modulo sottostante".
Seguono le istruzioni per impacchettare il bambino che rientrerà dopo circa 14 giorni lavorativi. Non manca una galleria di foto di bambini che Barack ha baciato o semplicemente abbracciato.
Liberamente tradotto dal sito sendbarackyourbaby.com
Nella comunicazione di marketing tutti vantaggi
Sono due aspetti dell’ultima campagna pubblicitaria di un notissimo istituto bancario. I media continuano a tartassarci con la notizia che gli italiani non riescono a pagare la rata del mutuo, continuano a dirci che le banche portano via la casa a quei poveretti in arretrato con i pagamenti. Il Governo, in questa situazione è dovuto correre ai ripari e si è inventato il mutuo elastico, tutto sommato ben accolto dagli istituti finanziari.
Se voi foste una banca vi verrebbe da pensare che in un contesto simile sarà molto difficile piazzare i propri prestiti perché la clientela è sfiduciata e ha paura di indebitarsi? È quasi ovvio rispondere “sì”, invece per qualcuno questa situazione è molto produttiva, basta mettere in campo la giusta comunicazione di marketing.
“Hai paura di non riuscire a restituire i soldi che ti prestiamo? Non preoccuparti, vieni da noi che prima di prestarti i soldi ti facciamo un bel check up finanziario, così tu sei sicuro che puoi restituirceli”.
Oggi si chiama check up finanziario, fino a ieri valutazione di solvibilità, ma è sempre la stessa procedura che le banche hanno sempre fatto e sempre faranno per essere sicure, le banche, che i soldi rientreranno e con i dovuti interessi.
Ma presentata così ha tutto un altro effetto.
domenica 29 giugno 2008
Il brand è nella nostra testa
In termini di comunicazione aziendale è fondamentale sapere come la gente percepisce quel brand.
Infatti brand tags il sito che offre questo servizio si definisce: "A collective experiment in brand perception".

Di seguito i risultati più rilevanti per il brand Ferrari:
- fast
- car
- red
- expensive
- italian
- speed
- italy
giovedì 26 giugno 2008
Un risultato leggermente diverso
Lei: “Mi sento il naso come un pallone. Avrei bisogno di una spazzola per capelli.”
Lui: “Non ne hai bisogno, stai benissimo”
Lei: “Mi sento a pezzi, ho il naso come un pallone. Resterai con me fino a domani vero?”
Lui: “Guarda, in ufficio sembrano tutti impazziti per la mia assenza; sto via un paio d’ore per sistemare alcune cose, e poi torno da te.”
Lei, piangendo: “Vai pure, tanto ho solo subito un banale intervento al cervello!”
La sceneggiatura prevede che lei abbia, per via dell’intervento, una temporanea amnesia dei fatti appena accaduti. Quindi lui ha un’altra possibilità, sembra quasi che il nastro si sia riavvolto…
Lei: “Mi sento il naso come un pallone. Avrei bisogno di una spazzola per capelli.”
Lui: “Certo amore, corro a cercartene una. Torno presto”
Lei: “Sei un tesoro!”
mercoledì 25 giugno 2008
Un dominio con il proprio nome
Se passasse questa ipotesi svanirebbe il problema dell'esaurimento dei nomi a dominio previsto nei prossimi cinque anni, ma in più si avrebbe una maggiore possibilità di scelta e di identificazione con il territorio.
Siccome l'appetito vien mangiando c'è anche chi ha proposto un ulteriore allargamento con la possibilità di registrare un dominio di primo livello con nomi derivati dal linguaggio comune come .ciao o, perchè no, .precipitevolissimevolmente. Ma a quel punto scoppierebbe la bagarre per registrare nomi a dominio di marchi famosi e non: grandi aziende, città, organizzazioni internazionali, gruppi religiosi, o privati cittadini, chiunque potrebbe reclamare il proprio indirizzo Internet avente il proprio nome come estensione. A patto che si possa permettere di spendere diverse decine di migliaia di dollari e che dimostri di avere le conoscenze tecniche per poterlo gestire. Ma vuoi mettere la soddisfazione?
