Tutto nasce dallo sfogo di Beppe Grillo che afferma, urla credo sia più appropriato, che sarebbe meglio se ognuno bevesse l'acqua locale: non solo quella del rubinetto, ma anche quelle minerali, in modo da non far percorrere migliaia di chilometri alle bottiglie, in modo da risparmiare gasolio e produrre meno inquinamento.
Poi la disputa si è allargata al PET, ai controlli igienico-sanitari, ai costi. Ne scaturisce una guerra dei poveri tra i fautori dell'acqua minerale e quelli dell'acqua "libera". Con l'atteggiamento che ho visto in giro sino a questo momento, non credo che i sostenitori dell'acqua del rubinetto, e io sono fra questi, otterranno molti risultati.
Il consumatore si convince solo "santificando" la bontà del tuo prodotto e non denigrando l'altrui, specialmente se questo investe ingenti capitali per dire l'esatto contrario. L'unico risultato che si possa ottenere in questa situazione è quello di farsi nemici la quasi totalità degli utilizzatori del prodotto concorrente.
Quindi la strategia dovrebbe essere identica: mostrare a quante più persone è possibile e nel modo più prolungato possibile quanto è buona l'acqua del rubinetto, come ha anche cercato di fare il sindaco Cacciari.
