mercoledì 1 ottobre 2008
Storie di web e di coltelli
Attingendo agli organi di informazione estera spesso con i miei post riesco a precedere la stampa ufficiale italiana: a parte la soddisfazione "professionale" molto spesso la notizia rimane nel limbo perchè ha poca visibilità, altre volte i media italiani, dopo un po' battono la notizia ed allora mi ritrovo, non senza sorpresa, ad un brulicare di visitatori che cercano sui motori di ricerca più informazioni sulla notizia.
L'ultimo caso è quello del ragazzo londinese accoltellato alla testa. Il Times ha pubblicato la notizia ieri, ed io puntualmente l'ho tradotta e rilanciata sul mio blog. Inserita in molti socialnetwork e aggregatori non ha suscitato grande scalpore, fino a quando, oggi, hanno cominciato a parlarne i giornali italiani; in particolare, subito dopo il servizio del TG2 c'è stata un'esplosione di richieste su Google e gli altri motori.
Esperienze analoghe da condividere?
giovedì 24 luglio 2008
Marketing provocazione
Evidentemente l'art director ha scelto una strategia di comunicazione incentrata sulla provocazione.
sabato 19 luglio 2008
La comunicazione nel marketing deve essere positiva
Tutto nasce dallo sfogo di Beppe Grillo che afferma, urla credo sia più appropriato, che sarebbe meglio se ognuno bevesse l'acqua locale: non solo quella del rubinetto, ma anche quelle minerali, in modo da non far percorrere migliaia di chilometri alle bottiglie, in modo da risparmiare gasolio e produrre meno inquinamento.
Poi la disputa si è allargata al PET, ai controlli igienico-sanitari, ai costi. Ne scaturisce una guerra dei poveri tra i fautori dell'acqua minerale e quelli dell'acqua "libera". Con l'atteggiamento che ho visto in giro sino a questo momento, non credo che i sostenitori dell'acqua del rubinetto, e io sono fra questi, otterranno molti risultati.
Il consumatore si convince solo "santificando" la bontà del tuo prodotto e non denigrando l'altrui, specialmente se questo investe ingenti capitali per dire l'esatto contrario. L'unico risultato che si possa ottenere in questa situazione è quello di farsi nemici la quasi totalità degli utilizzatori del prodotto concorrente.
Quindi la strategia dovrebbe essere identica: mostrare a quante più persone è possibile e nel modo più prolungato possibile quanto è buona l'acqua del rubinetto, come ha anche cercato di fare il sindaco Cacciari.
giovedì 3 luglio 2008
Porzioni mini e light un attentato alla salute
A rivelarlo è uno studio dell'Università olandese di Tilburg. Gli scienziati hanno studiato il comportamento di 140 studenti davanti alla TV e con la possibilità di scegliere tra due confenzioni di patatine da 200 grammi l'una e nove mini-confezioni da 45 grammi l'una. Metà dei partecipanti sono stati intervistati sul proprio peso corporeo e sulla propria forma fisica. In questo gruppo di studio uno studente su tre ha aperto la confezione grande, mentre il 59% ha aperto le mini-confezioni mangiando più del doppio delle patatine rispetto agli altri.
La conclusione era ampiamente prevista, ma ora è stata dimostrata.
La comunicazione di marketing aziendale mette sempre in evidenza i lati positivi del prodotto: in questo caso "una porzione così piccola non può nuocere alla tua linea" stessa situazione per i cibi light considerati di scarso apporto calorico. La convinzione che ne trae il consumatore è quella di poter tranquillamente abusare del prodotto, perchè "tanto non ingrassa".
martedì 1 luglio 2008
Scrivere il proprio nome sul Duomo di Firenze porta la felicità. Non per i giapponesi
Sorte similare è toccata a tre studenti dell'Universita di Kioto che sono stati sospesi dopo aver scritto i loro nomi, la data del misfatto e il nome dell'Università, sempre sulle marmoree pareti del Duomo di Firenze.
Si è potuto scoprire gli autori perchè una loro connazionale ha fotografato le scritte e successivamente identificato gli autori, denunciandoli pubblicamente.
Il Giappone, in questo modo, comunica al mondo intero che i suoi cittadini sono corretti e rispettosi e quei pochi che sbagliano, anche all'estero, li condanna pubblicamente.
In Italia? Spendiamo un bel po' di soldi per ripulire e nulla più, anche se i danneggiamenti dei monumenti, perchè di questo si tratta, sono perseguibili d'ufficio.
Il risultato di questo comportamento è comunicare al mondo intero che in Italia puoi fare quello che vuoi, tanto non ti succede niente: lo avevano capito anche questi giapponesi che mai si sarebbero sognati di imbrattare un loro monumento.
lunedì 30 giugno 2008
Nella comunicazione di marketing tutti vantaggi
Sono due aspetti dell’ultima campagna pubblicitaria di un notissimo istituto bancario. I media continuano a tartassarci con la notizia che gli italiani non riescono a pagare la rata del mutuo, continuano a dirci che le banche portano via la casa a quei poveretti in arretrato con i pagamenti. Il Governo, in questa situazione è dovuto correre ai ripari e si è inventato il mutuo elastico, tutto sommato ben accolto dagli istituti finanziari.
Se voi foste una banca vi verrebbe da pensare che in un contesto simile sarà molto difficile piazzare i propri prestiti perché la clientela è sfiduciata e ha paura di indebitarsi? È quasi ovvio rispondere “sì”, invece per qualcuno questa situazione è molto produttiva, basta mettere in campo la giusta comunicazione di marketing.
“Hai paura di non riuscire a restituire i soldi che ti prestiamo? Non preoccuparti, vieni da noi che prima di prestarti i soldi ti facciamo un bel check up finanziario, così tu sei sicuro che puoi restituirceli”.
Oggi si chiama check up finanziario, fino a ieri valutazione di solvibilità, ma è sempre la stessa procedura che le banche hanno sempre fatto e sempre faranno per essere sicure, le banche, che i soldi rientreranno e con i dovuti interessi.
Ma presentata così ha tutto un altro effetto.
giovedì 26 giugno 2008
Un risultato leggermente diverso
Lei: “Mi sento il naso come un pallone. Avrei bisogno di una spazzola per capelli.”
Lui: “Non ne hai bisogno, stai benissimo”
Lei: “Mi sento a pezzi, ho il naso come un pallone. Resterai con me fino a domani vero?”
Lui: “Guarda, in ufficio sembrano tutti impazziti per la mia assenza; sto via un paio d’ore per sistemare alcune cose, e poi torno da te.”
Lei, piangendo: “Vai pure, tanto ho solo subito un banale intervento al cervello!”
La sceneggiatura prevede che lei abbia, per via dell’intervento, una temporanea amnesia dei fatti appena accaduti. Quindi lui ha un’altra possibilità, sembra quasi che il nastro si sia riavvolto…
Lei: “Mi sento il naso come un pallone. Avrei bisogno di una spazzola per capelli.”
Lui: “Certo amore, corro a cercartene una. Torno presto”
Lei: “Sei un tesoro!”
venerdì 20 giugno 2008
Comunicazione inibita
I tedeschi non usano più e-mail e cellulari. Lo afferma uno studio realizzato dal German Forsa Institute su un campione di 1000 individui. Il risultato era prevedibile, ora c’è l’ufficialità statistica. La colpa di questo comportamento autoinibitorio sulle comunicazioni è della legge sulla data redention che obbliga i provider tedeschi a conservare per sei mesi i dati di mittenti, destinatari data e ora dell’invio e della ricezione; non c’è alcun obbligo per quanto riguarda i contenuti. L’intento della legge è, ovviamente quello di prevenire i crimini, ma chi si sente controllato reagisce, consciamente o inconsciamente, diminuendo le comunicazioni attraverso Internet e il telefono.
Secondo lo studio tedesco, infatti, l’11 per cento degli intervistati ha smesso di telefonare e di inviare e-mail, un altro 6% ha dichiarato di aver visto diminuire sensibilmente le comunicazioni che lo riguardano ed un 52% afferma che in futuro ridurrà le sue comunicazioni attraverso questi sistemi.
Escludendo un ritorno ai piccioni viaggiatori e ai segnali di fumo, per il momento si torna a comunicare guardandosi negli occhi, almeno per quanto riguarda le comunicazioni più personali.
La comunicazione
Lei: Sai, oggi dovevo andare all'ufficio postale per pagare la bolletta del gas. Ho visto il tempo un po' incerto, ho preso l'ombrello e indossato l'impermeabile perchè volevo approfittarne per fare una passeggiata, d'altronde non ci si muove mai... Per strada ho incontrato la moglie del fornaio che portava a spasso il suo cagnolino, che carino! proprio un amore con quel suo pelo arruffato; se dovessimo un giorno prendere un cane lo vorrei proprio così.
Giunta a destinazione... una fila che non ti dico! Mi son messa con la santa pazienza in fila, ma non si andava mai avanti. Ma sai che gente strana trovi all'ufficio postale? C'erano due persone che parlavano di un matrimonio, non so di chi, lei chiede a lui: "Com'era il vestito della sposa?" e lui: "Bianco e lungo"; ma dimmi ti sembra una risposta? Che vuol dire "bianco e lungo"? Certa gente non sa proprio comunicare!
Comunque, arriva il mio turno e quell'antipatica della cassiera mi tiene lì due ore per via del resto che non aveva; ma ti pare che io devo andare con i centesimi contati? Deve essere loro premura fare in modo di avere le monetine per dare il resto, ti pare? Guarda, la prossima volta vado in banca, almeno lì i soldi non mancano!
Ah, vuoi sapere quanto ho pagato? Sai che non me lo ricordo?
